MENU
40days-of-dating

11 maggio 2015 Comments (0) Views: 1934 Web

40daysofdating: quaranta giorni per innamorarsi

A New York, Milano, Londra non ci si innamora. Puoi regalare a uno sconosciuto la tua foto per la sua collezione di umanità. Puoi persino credere di aver trovato l’Amore eterno, ogni giorno diverso, sui mezzi. Ma no, non ci si innamora. È il primo assioma della vita metropolitana. Lo sappiamo bene. E devono saperlo bene anche Jessica Walsh e Timothy Goodman, due amici, due designer, un’identica collezione di storie sbagliate consumate tra i bagliori della Grande Mela. Lui che ha paura di impegnarsi. Lei che crede di aver trovato la sua persona in ogni uomo che incontra. Lui che non può far a meno di frequentare donne diverse contemporaneamente. Lei che si butta a capofitto nelle storie. Lui e lei che decidono di provarci, che si danno quaranta giorni di tempo per innamorarsi una dell’altra.

love_40daysofdating_oorlandoo

Le regole? Poche e semplici. Tre uscite alla settimana, quelle che bastano per non fare dell’esclusività esclusione. L’impegno a non frequentare, non flirtare, non fare sesso con nessun altro. E, soprattutto, solo quaranta giorni, non uno di più per provare a far diventare complementari i loro mondi: un tempo biblico, memore di altre passioni, quello sufficiente –dicono- per liberarsi delle cattive abitudini. Ma si cambia davvero in un mese e una manciata di giorni? La risposta? Cercatela in Fortydaysofdating.com, un blog che racconta, ovviamente a due voci, l’avventura (vera) di Jessica e Timothy.

Ci sono momenti in cui vorresti una macchina del tempo per tornare indietro. Quello in cui ho scoperto 40daysofdating è uno di questi, certa che avrebbe avuto tutto un altro sapore leggere giorno dopo giorno il con_fondersi delle storie di Jessica e Timothy, innamorarsi lentamente con loro (e di loro), senza l’istinto di cercare a forza la fine che verrà –così forte, invece, sapendo che quel finale è già stato scritto ed è proprio lì, a portata di swipe. Fare colpo con un contenuto forte è fin troppo facile e, certo, quello di due amici che provano a uscire dal conforto della friendzone (per i nostalgici, il regno è quello dell’intramontabile regola dell’amico) lo è. Ma, forse, a con_vincere di più di 40daysofdating è il contenitore. Qui il principio senza tempo della serialità che ti tiene attaccato al capriccio dell’autore e ti fa (di)sperare per il corso delle cose incontra il nuovo, la rivoluzione mancata del 2.0. Se ha un senso, infatti, tutto questo parlare di postmoderno, romanzi voluttuosi e scrivibili, crossmedia, transmedia, è tutto qui, in una manciata di post, qualche video, un paio di selfie, poche illustrazioni e tanti, tanti oggetti (biglietti di mostre, sacchetti di caramelle, penne, matite, scontrini, polaroid, a formare il personalissimo ‘mummiario’ dei due). Insieme compongono quel grande romanzo collettivo che staremmo scrivendo. Una strana alchimia tra quello che scegliamo di raccontare (anche a noi stessi) e quello che le persone, gli oggetti, gli eventi che ci circondano raccontano di noi. Una diegesi incerta in cui i punti di vista sono tanti, le prospettive mutevoli, le verità indecidibili. T&J polaroid_oorlandoo

Provare per credere: il primo appuntamento al locale preferito di lei? È per farla felice? O solo perché è il posto più comodo da raggiungere dopo una giornata di lavoro? Forse la seconda. O, forse, entrambe. Quel che è certo è che altre mille volte proveremo a far combaciare i lembi imperfetti delle versioni dei due. A volte parteggiando per una. Altre dimenticando, addirittura, di leggere l’altra. La mia, per esempio, è una curiosità morbosa verso i racconti di lui. Forse perché potrei essere la controfigura di Jessica o perché, fino qui, ho incontrato solo ed esclusivamente Timothy e ho creduto di capirli tutte le volte che ne ho cominciato a considerare le attenuanti.

love is drug_oorlandoo

Il fatto che i due siano amici e che stiano provando a diventare qualcosa di più? Si rischia di dimenticarsene in questa ‘vertigine’ di sensazioni, ma no, non è solo un ‘di più’. È, ovviamente, l’anima di 40daysofdating. È cruccio e delizia per quelli come me che proprio non ci si vedono a flirtare con uno dei no way out alive_oorlandooloro migliori amici e non so se più per la paura di perdersi definitivamente nel caso in cui le cose non andassero bene o per l’imbarazzo di certi trascorsi che, senza dubbio, risparmieresti a una tua ipotetica fiamma. Forse, però, dall’avventura di Jessica e Timothy dovremmo imparare l’insostenibile leggerezza di storie che, se solo lo volessero, potrebbero vivere di texting, di eventi mondani, di maratone di serie tv, di pranzi e cene take way, di serate intere a prendersi gioco delle storie precedenti, a chieder(si) scusa per queste, di silenzi che restano silenzi e basta senza bisogno di essere riempiti, come solo a due persone che hanno già con_diviso pezzi di vita è concesso.

itsonlywiththeheartMa un amore che nasce è esigente e ingordo, ha bisogno di parlarsi addosso, non può non chiedersi perché. Anche con il rischio che, una volta trovate, le risposte raccontino di oggetti del desiderio diversi per gli stessi eroi, mancate sincronie del cuore, happy ending che possono aspettare. Quaranta giorni e tante, tante prove di serendipità dopo, insieme a Jessica e Timothy, cioè, dovremmo imparare almeno una cosa: che si ama come si può e non c’è forma d’amore più giusta, più sbagliata di altre. Rimane solo il buon senso (o profondo egoismo?) di non imporsi forme d’amore per cui non si è pronti, che non si possono sopportare. C’è chi ci chiede la nostra anima, mentre noi siamo pronti a dargli il cuore (grazie Bob, per avercelo insegnato!). Più che forzarci a trovare un punto d’incontro, dovremmo imparare ad andarci bene così, con quelle asincronie incolmabili che ci rendono noi. 

 

Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>