MENU
ultron

3 maggio 2015 Comments (0) Views: 1780 Cinema

Avengers Age of Ultron OvverO eppur non cado giù

Vorrei riuscire a trasmettervi, cari amici oorlandiani, la sensazione che pervade il mio corpo quando, prima ancora dei titoli di testa e subito dopo le infinite e pedanti pubblicità, sullo schermo del cinema compare la scritta “MARVEL”. Le pagine di fumetti d’annata scorrono sotto il logo della Casa delle Idee e, improvvisamente, realizzo che sta per cominciare. Che di nuovo potrò vedere questi personaggi così familiari prendere vita, come in un sogno di infanzia che incredibilmente si fa realtà.

E questo è solo il preambolo.

“Sì va beh” dirà il lettore di turno “e mo basta co’ ‘sta Marvel!”

A parte che è evidente come questo lettore di turno segua con attenzione tutti i miei articoli, e di questo lo ringrazio, ma mi sento di dissentire, caro lettore di turno poiché non posso rinunciare a elogiare ancora una volta l’ottimo lavoro fatto dai Marvel Studios per l’ultima fatica cinematografica “Avengers Age of Ultron”.

Comincio con le critiche (eh sì, caro il mio lettore di turno, ci sono anche delle critiche stavolta): in effetti Ultron lo costruisce Hank Pym, nella versione originale dei fumetti, e non Tony Stark. Punto. Fine delle critiche.

La scelta di un nemico artificiale è decisamente coraggiosa: quanti robottoni si sono visti negli ultimi decenni al cinema? Eppure Ultron è diverso da tutti loro. E’ terrificantemente umano, e le sue citazioni di Pinocchio sono diabolicamente efficaci: lui si sente emanazione, erede, figlio di Iron Man, un entità concepita e partorita per dare pace e sicurezza, a qualunque costo. Ultron rappresenta il progresso, la perfezione, la sintesi tra l’elasticità della mente umana e l’infallibilità delle tecnologia. E difatti, non per niente, per sconfiggerlo servirà l’apporto del più Umano dei Vendicatori e di due Oltreuomini, Ultraumani: Occhio di Falco e la coppia di gemelli più figa di sempre, Scarlet Witch e Quicksilver.

Trovo coraggiosa anche la scelta della Marvel di inserire nell’organico degli Avengers due dei più controversi membri della formazione, visto anche l’impossibilità di dare loro un background compatibile a quello dei fumetti, poiché in quanto mutanti potrebbero essere utilizzati soltanto nei film della Fox. Pietro e Wanda Maximoff non sono più figli di Magneto e non sono più mutanti. Almeno fin quando Stan Lee e compagnia non potranno mettere le mani sui diritti cinematografici di Wolverine e colleghi.

In A:AoU entra in scena anche la Visione, organismo sintetico figlio di Ultron, e quindi nipote di Tony Stark. Ma anche un po’ di Bruce Banner e di Thor, così giusto per non farsi mancare niente. La sua apparizione sarà salvifica, a dimostrazione che l’Uomo può trasformare qualunque sua idea in un’arma di distruzione di massa o in un essere quasi ultraterreno, angelico persino.

Certo, ci sono combattimenti, ci sono inseguimenti e cazzotti, c’è la romance tra Scarlett Johansson e Hulk (lui la rifiuta, viene Hulk-zoned… e, sinceramente, cari amici, non credete che questa sia l’unica vera nota fantascientifica del film?). Eppure il perno del secondo capitolo della saga degli Avengers ruota tutta intorno alla sublime Intelligenza Artificiale Ultron, e al suo odio/amore per chi lo ha creato.

E poi si comincia ad annusare aria di Guerra Civile: il vecchio e caro Cap, infatti, non è che lo digerisca molto questo futuro di macchine, prevenzione e controllo.

Concludo rivolgendomi al caro lettore di turno: prometto basta con la Marvel.

Almeno fino ad Ant-Man.

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>