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7 giugno 2015 Comments (1) Views: 8132 Arti Visive, Web

How to basic – apologia di un genio

Se i grandi antropologi del passato tornassero in vita nell’era dell’Internet avrebbero di che meravigliarsi, gioire e interrogarsi. Prima di tutto si chiederebbero come mai un signore come Andrea Diprè riesca a ottenere in media le stesse visualizzazioni di questo anonimo pazzo scatenato di How to basic. Ma certo, perché Diprè pesca nel torbido peggio di un pescatore nel lago Beihai di Pechino, direbbe Freud con la sua battuta pronta.

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E perché, infondo, chi si dichiara Dipreista è solo un po’ più onesto di chi si scaglia contro al bestiale non-uomo che è Andrea Diprè: siamo tutti un po’ cinici, ammettiamolo. E siamo tutti un po’ grati al gran fenomeno da baraccone che riesce a mettere in scena youtube, talvolta: disperati da ogni dove capaci di fare qualsiasi fesseria pur di ottenere pochi istanti di visibilità, e tanti like.

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È quello che molti dicono di How to basic. Non che sia così famoso da dar vita a dibattiti e conversazioni da bar. Ma, visto che ero curiosa di sapere cosa ne pensano alcuni miei amici in proposito, ho inviato un po’ di video del tizio in questione a diversi contatti. “È un pazzo!”, “Che schifo!”, “Che spreco!”, “Mi disgusta” sono stati i commenti prevalenti. Pochi, una o due persone, hanno ammesso che è un genio.

E hanno ragione. How to basic è un genio. Non si discute. How to basic è un fenomeno con tutte le caratteristiche di un’avanguardia artistica. E per elencarne i motivi forse non basta una lista da antologia scolastica. Dissacra gli “how to” di youtube prendendosi gioco di tutti coloro che visitano il sito in cerca di tutorial. Nel suo canale vi offre soluzioni per tutto: come farsi un selfie, come curare la diarrea, come preparare un piatto di thai curry al pesce, come fare rap, come curare l’ebola, come fare qualsiasi cosa, insomma. Il fatto è che le soluzioni prevedono tutte di distruggere qualche elettrodomestico in cucina, otturare il wc, consumare una decina di uova, mescolare insieme quantità esagerate di ingredienti ovunque tranne che in ciotole o scodelle. Questa sua irriverenza cafona, esagerata e strafottente è la quintessenza della sua arte. Nel caotico arraffare e mescolare, reso ancora più angosciante da un perfetto montaggio ritmato e frammentato e da occasionali rantoli di sottofondo, c’è tutta la civiltà occidentale dalla rivoluzione industriale in poi. Consumo esagerato di cibo (anche se dice di usare tutta roba scaduta!), disturbi compulsivi, perversione, feticismo (vedi il suo strano rapporto con le uova!), sessualità distorta, prepotenza e sopraffazione, xenofobia, cinismo.

How to basic è la messa in scena di quello che siamo con la contemporanea distruzione di ogni paradigma logico-razionale. E ditemi, non è arte questa? Io sono sicura di sì. Chissà cosa ne pensa lo scopritore di talenti, Andrea Dipré, che a How to basic ancora non ci è arrivato, e, secondo me, mai ci arriverà. Perché quelli di Dipré sono casi umani. Questo, pur spacciandosi per tale, è davvero un talento.

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One Response to How to basic – apologia di un genio

  1. Giacomo scrive:

    sono contento che esista qualcun’altro come me a ritenerlo un maledettissimo genio!

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