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dante oorlandoo

7 maggio 2015 Comments (2) Views: 2573 Letteratura

Dante e i suoi 750 anni d’Umanità

Una settimana fa, Roberto Benigni recitava il XXXIII canto del Paradiso a Palazzo Madama per dare il via alle celebrazioni del 750 anniversario della nascita di Dante, celebrazioni che saranno condotte fino alla fine dell’anno in diverse città d’Italia (soprattutto le dantesche Firenze, Verona e Ravenna) attraverso conferenze, letture, mostre, tavole rotonde e la realizzazione di un vocabolario del lessico dantesco. E poi ci sono io. Io che ricordo ancora quando a tredici anni sono rimasta folgorata all’idea della storia di un viaggio nell’aldilà dove il protagonista incontra personaggi mitologici e storici. Non potevo non rendere omaggio a quello che ritengo uno degli uomini più geniali che sia mai esistito e così ho deciso: orlandizziamo Dante!

Dante ritratto oorlandoo

Poi è arrivato il problema: che cosa dire di Dante? Perché, siamo onesti, non è facile parlare di uno di cui in 750 anni se ne sono dette veramente tante. E non solo in ambito scolastico o universitario. Alzi la mano chi non ha mai usato un verso della commedia come se fosse un modo di dire, che sia stato non ti curar di loro o fatti non foste a viver come bruti o ancora galeotto fu il libro. Abbiamo sentito raccontare del suo amore per Beatrice (e via ai dubbi su quanto abbiano approfondito la loro conoscenza), della sofferenza per l’esilio, sappiamo che è stato il primo a parlare di unione culturale italiana quando non l’Italia non esisteva. Sembra proprio di conoscerlo bene questo Dante. Talmente bene che ci dimentichiamo quanto la sua figura sia avvolta nel mistero.

John William Waterhouse raffigura l'incontro tra Beatrice e Dante.

John William Waterhouse raffigura l’incontro tra Beatrice e Dante.

Proprio così: nessun autografo (come non pensare a Shakespeare?), nessuna data di nascita certa, notizie poco precise riguardo i suoi viaggi e aneddoti molto interessanti, ma molto romanzati (per cui dobbiamo ringraziare Boccaccio e il suo Trattatello). L’immagine che noi abbiamo di Dante è quella di una figura vestita di rosso, con la testa cinta dalla corona d’alloro (che non vinse mai) e l’espressione fiera e severa. Insomma, un cavaliere della rettitudine. Se poi pensiamo a tutti i momenti delle sue opere in cui lui stesso si dichiara come il miglior poeta in volgare fino ad allora esistito… be’, diciamo che pensare che se la tirasse un bel po’ è abbastanza lecito. Ma lui avrebbe voluto così, perché questa non è nient’altro che l’immagine che lui ci disegna nei suoi scritti.

Ma la verità, qual è? Che uomo era Dante?

Una bella risposta l’ho trovata in Dante. Il romanzo della sua vita un libro molto interessante di Marco Santagata che ho letto in occasione di un esame (uno dei cinque che ho fatto su Dante). Il professore, infatti, cerca di ricostruire nel modo più oggettivo possibile la personalità del sommo poeta all’interno di un conflittuale contesto storico che finì inevitabilmente per segnare la sua vita. Il Dante con cui ci confrontiamo in queste pagine è un uomo che, provando un forte senso d’inadeguatezza per le sue origini modeste, per uno stato di salute non ottimale (si pensa che soffrisse di epilessia) e per la sua debole posizione politica, ha cercato di affermare se stesso attribuendo al suo alter ego letterario una missione profetica. La letteratura diventa, quindi, il suo luogo di riscatto per le ingiustizie subite.

Statua di Dante in piazza Santa Croce a Firenze.

Statua di Dante in piazza Santa Croce a Firenze.

Questa nuova immagine di Dante mi piace moltissimo, perché la sento molto moderna, ma soprattutto molto umana.  E solo alla luce di questa immagine, si può capire il grande successo della Commedia. Infatti, al di là di tutti i significati teologici o morali che gli si vogliono attribuire, il poema di Dante rimane la storia di un percorso di perdita e riconquista di sé. Dall’orrore infernale che si prova quando ciò che abbiamo sono solo incertezze, si arriva alla luce e alla serenità paradisiaca offerta dalla consapevolezza di ciò che si è e di tutto ciò che si potrebbe essere. Ho sempre pensato che bisognasse essere dei geni per scrivere un’opera simile. In realtà, bisogna solo essere umani.

gustave dore dante brunetto latini oorlandoo

Disegno di Gustave Doré. Rappresenta l’incontro tra Dante e il suo maetro Brunetto Latini nel girone dei sodomiti.

A 750 anni dalla sua nascita, c’è chi legge Dante sui banchi di scuola, chi lo studia per partecipare a dibattiti intellettuali, chi lo recita, chi ne trae massime di vita, chi lo usa per scrivere a sua volta (vedi Dan Brown e tutta la serie di romanzi thriller che hanno il nome di Dante nel titolo), chi lo cerca semplicemente per emozionarsi…

Direi che per uno che ha sofferto molto la realtà tanto da scegliere di fuggirla e di sublimarla nell’arte, è un bel risultato, un risultato che potrebbe essere facilmente preso a modello. Ed ecco che Dante diventa non solo maestro di poesia, ma anche maestro di vita.

Tanti auguri, Dante!

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2 Responses to Dante e i suoi 750 anni d’Umanità

  1. Gino scrive:

    Ciao Federica, mi piace molto la tua visione del personaggio Dante che riesce ,mediante la Divina Commedia, a raggiungere la massima notorietà. Spesso mi sono chiesto , pensando ai grandi testi che ci sono giunti dal passato, anche dalla notte dei tempi, cosa sarebbe successo agli autori, se li avessero scritti nel nostro tempo e nel contesto sociale e politico che stiamo vivendo ? Immagina Dante che inserisce nella sua opera i personaggi contemporanei coinvolti nel bene e nel male nella decadenza della nostra bella Italia ? ” Fatti non foste a viver con decenza, ma a seguir turpitudine e delinquenza……. “.
    Complimenti per la tua esposizione e scusa se mi sono permesso di esporre questo mio piccolo sfogo.
    Buona giornata
    Gino Lombardo

    • Federica Crisci Federica Crisci scrive:

      Ciao Gino! Sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto… eh già, sarebbe molto interessante vedere se questi scrittori diventerebbero comunque quello che sono diventati nel contesti storico contemporaneo. Sicuramente l’ispirazione non mancherebbe, anche se alcune cose sono straordinarie proprio perché nascono in un preciso momento storico. Diciamo che avremmo avuto una Commedia molto diversa, ma ugualmente bella!grazie per aver letto e commentato… a Oorlandoo fa sempre piacere leggere le idee dei suoi lettori!^-^

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