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14 febbraio 2014 Comments (0) Views: 10865 Fumetto

#hardvalentino con Lost Girls

di Chiara Onger e Chiara Abastanotti

Il regalo che vorresti fare. Il regalo che vorresti ricevere. In realtà l’hai preso in prestito e non lo vorresti restituire: Lost girls, il porno-graphic novel che abbiamo gustato anni fa, ma che riprendiamo con piacere per la settimana di HardValentino.

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“Anni prima un uomo tutto agitato mi aveva fatto cadere in una tana di coniglio morale”.

Sfogliando le pagine di questo fumetto, precipitiamo anche noi in una tana di perdizione incontrandovi gli autori Alan Moore e Melinda Gebbie che, scrivendo e disegnando di amori perversi e incestuosi, si innamorano l’uno dell’altra.

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1913. Dorothy, Alice e Wendy, sì proprio loro, le protagoniste del mago di Oz, del Paese delle meraviglie e di Peter Pan, si incontrano, ormai adulte, in un albergo austriaco e cominciano a raccontarsi le loro avventure. Ma non sono esattamente come ce le ricordavamo. I personaggi sono gli stessi e i luoghi riconoscibili. Ma le vicende no. Rivelazione dopo rivelazione le eroine dei libri che hanno popolato la nostra infanzia ci svelano ciò che non avremmo mai osato immaginare, trasformandosi da vergini innocenti a donne disinibite che sanno come donare e ricevere Il piacere.

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I tre volumi nati dall’unione delle menti (e dei corpi) geniali di Moore e Gebbie sono una sfida sensoriale, oltre che sensuale.
Le scelte cromatiche eleganti e pastellose schiudono lo sguardo, per poi violarlo quando i colori si fanno più accesi e gli accostamenti più azzardati. Come il rosa della carne e l’azzurro dell’ombra che si stagliano l’uno accanto all’altro sullo stesso corpo, richiamando autoroni da rivista underground anni Ottanta, vedi Frigidaire.
La brillante narrazione di Moore è così esaltata dalla bellezza, dalla composizione, dal continuo riferimento ad illustrazioni d’epoca e a grandi pittori (Schiele, Matisse), da far passare in secondo piano alcune ingenuità del disegno che possono non piacere.

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Le tre protagoniste incarnano in gradi diversi la ricerca del piacere, i loro traumi sono più o meno colpevoli, le loro esplorazioni più o meno divertite. I libri ci conducono pian piano dentro il mondo di valori rovesciati e carnascialeschi in cui i tabù vengono infranti con un ardore sempre crescente, accompagnando il lettore-voyeur dalla prima masturbazione all’incesto, attraverso i travestimenti e le proiezioni fiabesche di tre ragazze perdute.

Gli (le) amanti diventano fiori, animali, androidi in un crescendo di follia sensuale e amorale. La guerra esplode alle loro porte e loro inventano un Decameron, ancora più lascivo ed indolente, rifugiandosi nei racconti del passato e lasciando gli uomini ai loro “giochi”.

“La guerra è una perversione orrenda, prende ogni cosa e la muta nel suo contrario”

È difficile arrivare indenni alla fine del terzo volume.  Provateci voi con una mano sola.

“Che strana l’immaginazione, vero? Voglio dire, a volte ci intrappola ed altre volte ci libera”

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Lost Girls di Alan Moore e Melinda Gebbie, Magic Press, 2008.

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