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13 luglio 2015 Comments (0) Views: 1447 Arti Visive, VoltoDisco

Il volto del disco: Balinese Beast/ Wham Jah – split

L’argomento più frizzante del momento sembra essere la Grecia: il suo braccio di ferro con la comunità europea è in effetti il film d’azione con più colpi di scena da tempo a questa parte. Come al solito però i media trasformano spesso un topo in un elefante, dipingendo i greci come una manica di straccioni disperati, a volte disposti a mettere da parte la dignità. Ok, la situazione non è buona ma parliamo di gente che si rimbocca le maniche, si fa il culo e nonostante tutto e tutti continua a produrre e a spingere: nell’ underground musicale non ne parliamo. Ecco perché questo mese il volto del disco si concentra su un album della gloriosa etichetta greca Phase! Records, lo split Balinese Beast/ Wham Jah, anno 2013.

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La copertina già dal front è un’allucinazione: trattasi di un barboncino bianco dagli occhi ciechi, fisso nel vuoto, al centro di un gioco optical concentrico su sfondo vinaccia. Una combinazione che in effetti ubriaca lo sguardo e che lascia presagire una musica per nulla rassicurante: certamente si potrebbe stare per ore a guardare il soggetto della foto, come in una sorta di ipnosi canina dai risvolti mitologici in piena tradizione greca. Chi si ricorda di Tiresia, capirà cosa intendo

Il retro è invece caratterizzato da un macro del pelo del suddetto barboncino, sempre avvolto in cerchi e sempre immerso in tonalità uva. Ma siamo sicuri che sia ancora attaccato al corpo? In realtà una fettuccia laterale giallo canarino rivela il rituale di una tosatura, direttamente da una toeletta per cani. Subito sotto alle foto in bianco e nero che testimoniano l’evento, una scritta in inglese che pare tratta da un libro di veterinaria: roba tipo di ingestioni sbagliate e di antisettici che non fa altro che aumentare il mistero.

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Il retro della fettuccia gialla mostra due ritratti di barboncini, uno di profilo l’altro letteralmente “di naso”. Incorniciano i titoli dei pezzi e relative info dei gruppi, assenti sui centrini del vinile (bianchi e spartanissimi) ad eccezione delle iniziali. Entrambi i gruppi (ovviamente) greci: fra i più attivi della scena, i Balinese Beast portano avanti un suono narrativo fra frammenti techno, campioni classici, ultrasuoni, molestie etno e sparate di distorto free jazz mentre i Wham  Jah  sono un accoppiata sax e batteria triggerata ad effetti che spruzza psichedelia rituale postatomica non senza accenni di reggae “mascherato” da cacofonia. In piena tradizione epico/mistica greca, le nostre due band sono l’esempio che – Europa o meno – il popolo sa affrontare i suoi mostri e leccare le sue ferite. Staremo a vedere chi l’avrà vinta, per ora godiamoci il suono di Atene.

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