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15 gennaio 2014 Comments (0) Views: 3633 VoltoDisco

Il volto del disco: “Black album” di Prince

 

prince black album

Il volto del disco questa volta si occupa di un album che a suo modo ha fatto la storia della musica nera e non solo. Trattasi del Black album di Prince, un disco talmente controverso da sparire dal mercato per mano del suo stesso autore pochi giorni dopo l’uscita ufficiale. Il motivo è presto detto: contiene una black music aspra, secca, oscena ed estrema nei suoi messaggi. La leggenda narra che Prince, ascoltandolo durante un viaggio con l’Ecstasy , ebbe una visione in cui Dio gli ordinava di distruggere le copie appena andate in stampa, condita da un down tipo senso di colpa totalizzante ( si scuserà addirittura quasi pubblicamente). Ebbene non si può certo dire che la copertina non parli chiaro: è nera, semplicemente nera,senza nessun tipo di titolo o credits. Come l’album bianco dei Beatles dalla sua copertina trasmetteva luce e conservava il nome della band seppur abilmente mimetizzato, così l’album nero di Prince è la negazione assoluta di tutto, anche dell’autore. È l’inquietante specchio di una negatività e di una rabbia che fuoriesce dagli stessi solchi del disco, anch’esso completamente nero e corredato solo da un etichetta nera coi titoli dei brani in un arancione che evoca ambienti sulfurei. Ancora una volta, nessuna traccia dei musicisti.

prince etichetta

La busta interna, tanto per cambiare, è nera come la pece. Ma questo nero continuo è uno stimolo verso il mistero, una sintesi perfetta per entrare nella  musica: che è un anticipazione del gangsta rap, dell’ hip hop contemporaneo minimalista e violento, di un funk elettronico futurista che non lascia scampo. La risposta non priva di rancore a chi lo accusava di essersi venduto e di aver dimenticato le radici di strada e la sua parte di corredo genetico, appunto di pelle nera. Il black album invece ci dice tutt’altro: che Prince fino ad allora non si è affatto trattenuto dall’essere roots, ma piuttosto la sua ricerca è armonizzare la classe con la sporcizia, il bianco col nero, l’uno col doppio. In questo caso invece si lascia andare in un abisso profondissimo di torti subiti, voglie lascive, ironia pungente, sudore acre. Come dire: mi volete così? E così mi avrete. Poche copie rimarranno in circolazione, e subito questa provocatoria “bibbia nera” diverrà oggetto di culto (solo negli anni novanta verrà ristampato ma in esemplari limitati): sicuramente anche grazie alla sua splendida copertina, che è la sintesi perfetta di questa perla nera, di questo enigma afroamericano mai risolto.

Prince
The Black album
Warner
1987

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