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oorlandoo_normocore

31 maggio 2015 Comments (0) Views: 1891 Costume

Let’s get…#normcore!

“…Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare”

Avete presente quella sensazione di immobilità che viene a crearsi dopo il frastuono di una tempesta? L’assenza di rumore dopo un tuono, il silenzio che segue ad un grido, la cosiddetta “quiete dopo la tempesta” leopardiana, che è ormai diventata un’espressione di uso comune per indicare un naturale ritorno alla normalità dopo eventi che si discostano da essa. Riflettendoci, credo sia stato proprio questo il processo naturale che ha dato vita all’ormai comprovata tendenza #normcore!

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Termine approvato anche dall’Università di Oxford, nato dalla fusione tra normal e hardcore è un neologismo dietro cui si cela tutta la moda da strada dell’ultimo anno. Entrando nel dettaglio: indosso una t-shirt monocromo, un paio di jeans o pantaloni in cotone che sembrano rubati dall’armadio del cugino sfigato, metto ai piedi un paio di scarpe da ginnastica senza fronzoli e sono pronto per sfoggiare con fierezza il mio look #normcore; tutto chiaro?

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Si torna alla normalità, ai capi non brandizzati, ai colori da muratore come il blue(jeans), bianco, grigio, nero e per finire, il colore preferito dalla vecchia zia, il beige. Le forme devono essere assolutamente innocue: niente punti vita evidenziati, o jeans troppo stretti, tanto meno maglie che lasciano intuire qualche accenno di forma. Le scarpe? Di quelle vecchie, che indossavate alle medie, anche se prontamente riesumate da grandi marchi come Adidas, che non poteva esser più felice di rilanciare sul mercato Super Star e Stan Smith, senza doversi accapigliare per trovare qualcosa di nuovo da buttare in pasto ad un mercato di compratori, stranamente e aggiungerei momentaneamente, poco esigenti. Essenzialmente la regola è una: less is more. Sono diversi i pensieri che mi scaturiscono da questo fenomeno e cercherò di affrontarli senza far troppa confusione.

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Il primo scaturisce in modo naturale ripensando alla “quiete dopo la tempesta”, intendo quella della moda che ci ha abituati ad eccentricità da passerella e non, per anni in cui si puntava a far emergere una diversità, un estro manifestabile quasi esclusivamente tramite i vestiti. Lo so, mi sto ripetendo, ma come non pensare alle ultime stagioni di Moschino (che sarà anche tornato allo spirito gioioso, giocoso e frivolo dei primi anni della Maison; ma barbie…gli orsetti…Mc Moschino no…vi prego NO!) in cui colori, forme e stampe fanno davvero girare la testa per quanto siano PIENE di dettagli; era naturale un ritorno alla normalità, un rifiuto biologico a tutto questo eccesso.

Il secondo riguarda un aspetto sociale: ma le persone che non hanno mai seguito le tendenze modaiole, il cui guardaroba è #normcore dalla nascita, quelli geneticamente “normali” si son ritrovati ad esser dei trendsetter? Secondo me no; ed il requisito fondamentale a determinarlo è il fattore “scelta”: si sceglie di essere #normcore, perché le tendenze in fatto di moda sono sempre delle scelte, momentanee. Mentre il cugino sfigato, mica sceglie con qualche proposito di indossare la maglia bianca con i pantaloni chino beige; lo fa perché se li ritrova nell’armadio da una vita! Inoltre, facendo anche un’analisi personale, questo tipo di abbigliamento se lo possono permettere le IT Girl, perché un jeans slavato e una maglietta basic su di loro ha sempre un effetto supermegafichissimo; su di me ha il risultato “cugino sfigato”.

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Alla fine che voi sembriate appena usciti dal paradiso nella vostra t-shirt bianca, o dalla sala giochi del paese con le scarpe delle medie, ciò che importa è sentirsi a proprio agio nelle vesti che scegliete di indossare, che siano queste #normcore oppure no.

Ps: non ci avrete mica creduto, no?

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