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10 luglio 2013 Comments (2) Views: 4062 Artisti

Seconda Circe di Giordano Novielli

Sono rimasta affascinata dal racconto della genesi della Seconda Circe di Giordano Novielli, un percorso affatto lineare, del tutto gestito dalla metabolizzazione di quello che rappresenta per il performer la figura della Circe.

Un flusso di libere associazioni e di incontri fortunati portano Giordano a pensare alla struttura del suo spettacolo. Il promontorio del Circeo che svetta sul Mar Tirreno del litorale pontino è stato il punto di partenza di un percorso che poi è proseguito attraverso una riflessione sull’incanto e l’illusione – e conseguente perdita della memoria – e si è concluso ripercorrendo la storia del cinema delle origini e del suo oblìo. Il mito della maga viene utilizzato come esplorazione del meccanismo mellifluo e intrigante di dimenticanza del sé, partendo dall’illusione del benessere (vacanze artificiali, mare preriscaldato, felicità plastiche), per passare alle ossessioni passionali di ogni genere, per poi arrivare alla Seconda Circe, Mae Murray, diva del cinema muto degli anni ’30 scomparsa dagli schermi dopo il passaggio al cinema sonoro.


L’incontro del performer con la Murray mi è sembrato particolarmente interessante perché è stato casuale. Partendo da una sua foto, Giordano è risalito alla diva. Studiandone la storia ha scoperto che l’attrice era stata protagonista di un film intitolato “Circe, the enchantress“, oggi perduto. Una pellicola scomparsa e una carriera dissolta, sia artisticamente che nella memoria, di un’attrice che ha concluso i suoi giorni nella follia di vivere la vita dei personaggi interpretati da giovane.
E quanto era entusiasta Giordano nel farla rivivere in questo spettacolo! Perdere la memoria, come mi racconta lui stesso, è un percorso misterioso in cui le prospettive personali si alterano, modificando il tuo rapporto con la realtà. E una volta che si è dimenticati o si dimentica, cosa accade? Questa è la domanda alla base del lavoro di Seconda Circe, interrogativo a cui l’artista è molto affezionato, avendo in passato svolto attività artistiche con i malati di Alzehimer.

In questa contaminazione di memorie e di elementi, musica, video, danza, non manca la parola. L’attore Emiliano Solferino partecipa alla performance recitando due poesie scritte nel lontano 2003, che Giordano ha trovato attinenti all’opera: “Lacci Emostatici” e “La folla e lo sconcerto”, di cui, per salutarvi, vi lascio uno stralcio.

“Follia diede un colore ma non rispose alcuno,
bruciai di quell’amore e morii per quanto prima non seppi mai giurare..
datemi del pazzo perché dentro me lo porto,
pesante come un sasso, freddo come morto,
avaro col bisogno di prendersi sul serio.
Il pubblico si alzi senza pretender cielo,
matto mi concedo al vostro sguardo fiero..
di me a dimostrazione che ciò che dite è vero.

C’è pubblico anche dove l’occhio non arriva,
il crimine nel vento sospinto alla deriva
e vago come incerto

tra la folla e lo sconcerto.”

La folla e lo sconcerto (Emiliano Solferino, 2003)

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Seconda Circe – www.coredanza.it
Performance del 6/7/2013, Castello Baronale di Maenza

 

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2 Responses to Seconda Circe di Giordano Novielli

  1. gabriella morroni scrive:

    ho avuto il piacere di vedere la rappresentazione di Seconda Circe di Giordano Novielli presso il castello di Maenza, ed è stato qualcosa di travolgente. Non sono una frequentatrice di teatro moderno e mi sono trovata ad essere una spettatrice casuale di questa esibizione teatrale, ero molto incuriosita, interessata e anche avevo paura di non comprendere sufficientemente l’opera teatrale che stavo per vedere. Bellissimo è stato l’impatto di quando sono entrata nella sala: Giordano ed Emiliano a terra, illuminati mentre tutto intorno a loro era buio, erano in pose statuarie, aspettavano in silenzio il pubblico. Sono avanzata nella sala con estremo silenzio e rispetto. Il seguito……..un divenire di emozioni man mano che gli attori si esprimevano. Non serviva arrovellarsi per entrare nella trama di ” Seconda Circe” perchè è bastato lasciarsi rapire dai due attori, entrare con loro nelle loro emozioni ed essere un tutt’uno. Mai mi era capitato di assistere ad una performance teatrale ed essere così coinvolta piacevolmente. non posso far altro che fare i miei complimenti e ringraziamenti a Giordano Novielli ed a Emiliano Solferino. I video sottofondo proiettati sulla parete del castello hanno fatto la loro parte e secondo me……c’era lo zampino della Maga, chissà! kisssssss Gabriella

    • Paola Palombi Paola Palombi scrive:

      Le arti contemporanee non sono facili da comprendere perché bisogna lasciare andare la logica e abbandonarsi ad un certo istinto di partecipazione all’opera… tu ci sei riuscita bene Gabriella. E Giordano ed Emiliano sono stati bravissimi a trasmettere emozioni così forti. :) Grazie di aver lasciato la tua impressiOOne!

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