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SUNSET This War of MineTale of Tales oorlandoo

15 giugno 2015 Comments (0) Views: 1922 Videogames

Sunset e This War of Mine: in guerra non tutti sono soldati

In “A Day in San Bavón”, una storia interattiva realizzata dai Tale of Tales con Twine, vivo una giornata nella città di San Bavón, capitale dell’Anchuria (fittizio Stato sudamericano preso da “Cabbages and Kings” di O. Henry). Sono nel 1971 e, mentre il Paese attraversa il colpo di Stato che porterà al potere la giunta militare del Generalissimo Miraflores, si intrecciano le vite di una diplomatica, molto vicina al presidente Hermes Losada, di un giornalista che aspira a diventare scrittore, di una autista di tram, di un operaio e di un poliziotto.

A Day in San Bavon SUNSET This War of Mine Tale of Tales oorlandoo

Con la dittatura finisce il sogno socialista e democratico rappresentato dalla Anchuria (che chiaramente ricorda il Cile di Allende) e le frontiere si chiudono, bloccando nel Paese Angela Burnes, una statunitense di colore appena laureata in ingegneria e arrivata col fratello da Baltimora in cerca di una speranza ormai delusa.

In “Sunset” è il 1972 e io sono Angela, ora occupata a fare la donna delle pulizie. Una volta a settimana, nell’ora che precede il tramonto, lavoro nel nuovo attico del ricco Gabriel Ortega, collezionista e amante dell’arte e uomo d’affari legato al regime.

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Non incontro mai Ortega, però ogni giorno di lavoro, salendo con l’ascensore, trovo una lista di faccende scritta da lui. Sono compiti noiosi: pulizie, apertura degli scatoloni del trasloco, arredo… compiti che mi costringono cercare, a volte un poco sperduta, gli oggetti necessari e i luoghi indicati.

Gone Home This War of Mine SUNSET Tale of Tales Oorlandoo

“Gone Home” di The Fullbright Company

Posso trascorrere tutto il gioco così, compiendo meccanicamente azioni tediose e ripetitive, ma, come in “The Path” l’unica istruzione che veniva data (“segui il sentiero”) non andava rispettata, anche in “Sunset” il bello dell’opera si mostra quando divago. Quando, invece di lavorare, mi siedo sulla poltrona e guardo Angela scrivere nel suo diario e ragionare di politica, di arte, della vita negli Stati Uniti d’America degli anni 60. Quando mi arrendo alla curiosità e mi perdo nell’esplorazione dell’ambiente, dei quadri e delle sculture, dei libri lasciati sui mobili, dei segreti e delle contraddizioni di Ortega.

In “Sunset” l’ambiente racconta, come in “Gone Home”.
“Gone Home” è un’opera interattiva in cui, tornata a casa dopo un lungo viaggio, trovo l’abitazione vuota e la esploro alla ricerca di indizi che mi svelino dove sono finiti i miei genitori e, soprattutto, la mia sorellina diciassettenne. E come l’ambiente di “Gone Home”, con la musica delle sue audiocassette e i suoi VHS e le cartucce del Super Nintendo, racconta la storia dei suoi inquilini e gli anni 90, così l’appartamento di “Sunset”, ripreso da quello che un numero del 1970 di Playboy presentò come “l’attico definitivo per lo scapolo”, racconta, oltre che la personalità di Ortega, l’inizio degli anni 70.

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    Rispondere a un biglietto
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    Rispondere a un biglietto

Diversamente da quanto accade in “Gone Home”, in cui scopro eventi già accaduti, la storia di “Sunset” si sviluppa però mentre la vivo, rispondendo alle mie scelte. Le faccende, così come altre azioni che compio, possono essere infatti svolte in due modi: un modo “caldo”, segnalato da una icona arancione, e un modo “freddo”, blu. “Caldo” vuol dire agire con personalità, arguzia, vuol dire abbacciare la bellezza, l’arte che colma le stanze, mentre “freddo” vuol dire professionalità, ma anche rifiuto della ricchezza, e dei legami con la dittatura, di Ortega, vuol dire combattività e protesta. Ugualmente, posso rispondere in modo caldo o freddo anche ai biglietti che Ortega a volte mi lascia (unica comunicazione tra noi) e, con queste scelte, posso forse avvicinarmi al mio datore di lavoro, posso far incontrare i nostri due mondi apparentemente tanto distanti.

Bientôt l'été Tale of Tales SUNSET This War of Mine Oorlandoo

“Bientôt l’été” di Tale of Tales

Già in “Bientôt l’été” i Tale of Tales avevano raccontato una relazione a distanza: un uomo e una donna, ospiti in due lontane stazioni spaziali, parlano in un caffè all’interno di una realtà virtuale, davanti a una scacchiera e a un bicchiere di vino. “Bientôt l’été” simula, con brani di dialoghi presi dai romanzi di Marguerite Duras, la tensione, i silenzi, la difficoltà di comunicare di due amanti che si incontrano, magari per dirsi addio per sempre. Ma è, allo stesso tempo, la storia degli autori, Auriea Harvey e Michaël Samyn, che su internet, uno spazio virtuale, si sono conosciuti e innamorati.

Le scelte che compio in “Sunset” possono modificare, inoltre, il ruolo che ho nella ribellione contro il regime di Miraflores, nella guerra civile che, lentamente ma inesorabilmente, infiamma le strade, i palazzi e raggiunge l’attico, la torre d’avorio, per coinvolgere me, Ortega e mio fratello.
E allora capisco che “Sunset” è, soprattutto, un gioco di guerra, una guerra mostrata da un punto di vista spesso ignorato nel videogioco: quello dei civili. Perché, recita “This War of Mine”, “in guerra non tutti sono soldati“.

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In “This War of Mine” guido un gruppo di persone attraverso una guerra e un assedio (ispirati all’assedio di Sarajevo). Sono persone qualsiasi, spesso senza capacità utili agli eventi che ora devono affrontare, persone che prima avevano delle vite, delle carriere, dei sogni, ma che ora possono solo sperare di salvarsi aiutandosi a vicenda.
Di giorno sistemo il loro rifugio, lo riparo, lo miglioro, e di notte, mentre gli altri personaggi dormono o fanno la guardia, conduco uno di loro a cercare cibo, medicine e materiali tra case distrutte, scuole abbandonate, postazioni militari e magazzini trasformati in covi di banditi.

SUNSET This War of Mine Tale of Tales oorlandoo

Disperatamente bisognoso di cibo e di farmaci, entro in una abitazione in cui so che vive una coppia di anziani, soli e indifesi. Mi vedono entrare e lei è terrorizzata e lui la abbraccia, la consola, mi prega di non portar vie le medicine della moglie ma non lo ascolto, perché un mio compagno ha bisogno di quelle cure.
La guerra, mostra “This War of Mine”, distrugge la società, frammenta la comunità, e, in uno spazio in cui la ragione pare solo di chi, alla fine, sopravvive, mette di fronte a scelte terribili.

Torno nello stesso posto dopo qualche notte, e trovo i due anziani ormai morti.

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Solitamente, nei videogiochi la guerra non è raccontata così, ma è ridotta a un banchetto futurista di carne e sangue e velocità, in cui io sono protagonista, ospite d’onore.

Medal of Honor SUNSET This War of Mine Tale of Tales oorlandoo

“Medal of Honor” (2010) di Electronic Arts

In “Medal of Honor” (la sua versione del 2010), per esempio, vivo una versione propagandistica e, involontariamente, caricaturale della guerra americana in Afghanistan: io sono buono, i nemici sono cattivi e sono ovunque, i civili non esistono perché (cito a memoria) “l’intera città è una imboscata”, la fine di una missione in cui ho trucidato decine di persone viene commentata da un commilitone con (cito, ancora, a memoria) “cazzo che esperienza!”.

“Sunset” e “This War of Mine” sono diversi: in essi sono uno dei tanti, in essi le mie azioni non cambieranno il corso della Storia e i conflitti non hanno niente di esaltante. In “Sunset” le mie scelte sono piccole, personali e quotidiane, a volte apparentemente insignificanti: sono le scelte del singolo, di chi lotta e stringe i denti per superare quella lunga e violenta bufera che è la guerra.

SUNSET This War of Mine Tale of Tales oorlandoo

“SUNSET” dei Tale of Tales è disponibile per Windows, Mac e Linux sulle piattaforme di distribuzione digitale Steam e Humble Store (a 19,99 euri) e sul sito degli sviluppatori e su itch.io (a 19,99 dollari). La colonna sonora, realizzata da Austin Wintory, può essere acquistata in versione digitale su Bandcamp a 5 dollari o, su Steam, a 3,99 euri come contenuto aggiuntivo per il gioco. “SUNSET” non è disponibile in italiano (io lo ho giocato doppiato e sottotitolato in inglese).

“This War of Mine” di 11 bit Studios è disponibile per Windows, Mac e Linux sulle piattaforme di distribuzione digitale SteamGOG, Games Republic e Humble Store a 18,99 euri, insieme alla sua colonna sonora, composta da Piotr Musial. A luglio è inoltre prevista l’uscita delle versioni per tablet Android e iOS. “This War of Mine” è disponibile tradotto in italiano.

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