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ultimo piano oorlandoo copertina

7 luglio 2015 Comments (0) Views: 2040 Letteratura

Ultimo piano (o porno totale)

Come già aveva fatto durante la sessione invernale con Anna. Storia di un palindromo (se non ve lo ricordate, cliccate qui!), anche ora, nel periodo del sudatissimo studio estivo, Francesco D’Isa mi offre un momento di piacevole tregua e lo fa con il suo secondo romanzo: Ultimo piano (o porno totale).

Il libro d’esordio dello scrittore mi aveva colpito per la cura e l’attenzione dedicate alle storie dei personaggi, i cui limiti e tormenti rappresentano il fulcro della storia. Mi aspettavo qualcosa di simile quando ho iniziato Ultimo piano (o porno totale), ma durante durante la lettura mi sono resa conto che stavo facendo un’esperienza molto diversa dalla precedente. Tutto mi è sembrato più complesso: la trama non più concentrata su soli due personaggi, il porno al posto dell’amore, l’ambientazione quasi ai limiti del reale, lo stile più preciso e puntuale non più legato ai periodi ampi e complessi che dovevano descrivere gli stati d’animo dei protagonisti. Eppure, all’improvviso, eccolo lì! Ho ritrovato Anna!

La storia è tutta ambientata (salvo alcuni brevi momenti) in un palazzo di cinquanta piani, sede della Perverse Angel, una famosissima casa di produzione di film pornografici. All’interno di questi piani, si muovono Claude, un giovane regista di grande successo, e sua sorella Claude (sì, hanno lo stesso nome!), attrice con il nome d’arte di Eva Bolena. Un giorno, Claude inizia a lavorare a un progetto le cui conseguenze potrebbero essere drastiche per tutto il genere umano. L’uomo vuole realizzare il porno totale, il film in grado di provocare un orgasmo talmente forte da esaurire la capacità umana di desiderare. Unica controindicazione: la sterilità di chiunque lo guardi.

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La particolarità di Ultimo piano (o porno totale) sta nell’avvicinarsi alle atmosfere della letteratura distopica che è poco presente nella narrativa italiana. Infatti, all’interno del palazzo si distinguono realtà ben diverse: ai piani bassi troviamo le persone povere, sfruttate dal mondo dell’industria che aspirano al miglioramento della loro condizione e al trasferimento ai piani superiori dove, invece, vivono le persone di successo che cercano di non perdere i loro privilegi. Insomma, la Perverse Angel è l’immagine sorella della piramide sociale al cui vertice (ovvero l’ultimo piano) vive il capo dell’azienda, Spiegelmann, un uomo che ha accumulato un potere grandissimo per riscattarsi dal suo orribile aspetto. Noi lettori avvertiamo quest’aurea di potenza perché è lui a raccontarci tutta la storia e sembra essere onnipresente e onnisciente, nonostante rimanga quasi sempre ai margini della storia.

È normale che una situazione sociale come quella presente nella Perverse Angel sia destinata a entrare in crisi e che il potere di Spiegelmann faccia gola a molti altri. Il pretesto per la sovversione è fornito proprio dalla strana idea di Claude che, però, non nasce di certo con intenti rivoluzionari, ma solo come risposta a un fortissimo bisogno di trovare pace. Come Leopardi insegna, il desiderio è fonte di infelicità per l’uomo a causa della sua natura mutevole e impossibile da soddisfare. La frustrazione provata dal regista per l’attrazione nei confronti della sorella (che si rivelerà fondamentale per la riuscita del progetto; non a caso, condivide il nome del protagonista) è ciò che lo spinge a un gesto folle e coraggioso allo stesso tempo . Ed è proprio nella rappresentazione di qualcosa di così umano che ho ritrovato Anna.

d'isa oorlandoo

L’autore Francesco D’Isa

Se il progetto di Claude di sradicare ciò che è il principio di tutti i nostri problemi mediante la pornografia è sicuramente un’idea affascinante, ho trovato ancora più bello il fatto che la conseguenza del film fosse una sterilità immediata e irreversibile che, a lungo andare, potrebbe causare la fine del genere umano stesso. Il significato di quest’immagine è molto forte: non c’è umanità senza desiderio. Non importa quanto ci faccia star male, desiderare è ciò che ci attiva, che ci emoziona, che ci porta a sperimentare cose diverse e, quindi, a conoscerci. Non puoi sradicare qualcosa da dentro l’anima e non perdere qualcosa di fondamentale per te.

E se drammi dei personaggi e ambientazione non avessero stuzzicato abbastanza il vostro interesse, ricordatevi che si parla anche di pornografia! Nonostante D’Isa non indugi mai più a lungo di quello che serve sulle scene di sesso, ci sono dei momenti molto sensuali e intriganti. E poi, non siete curiosi di leggere cosa potrà mai mostrare il film in grado di estirpare il desiderio umano? (Non credo che la lettura abbia effetti collaterali… ma forse, per maggiori informazioni, dovremmo chiedere all’autore).

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