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17 luglio 2013 Comments (2) Views: 3627 Artisti

OO videOOintervista Gud

Gud io lo chiamo Daniele, Daniele Bonomo, ad essere precisi. Perché prima di apprezzarlo come fumettista, l’ho conosciuto in veste di insegnante, credo nel 2006.
Era un corso professionalizzante dal nome futuristico e oscuro – come tutti i corsi inventati per chi vuole lavorare nella comunicazione – nel quale ti insegnavano qualunque cosa, dall’ideare una campagna pubblicitaria a fare le fotocopie. Daniele ha seguito la mia classe per qualche lezione, preso in prestito dalla Scuola Internazionale di Comics dove lavora tutt’ora. L’obiettivo era farci disegnare, ovviamente. E devo dire che quasi mi aveva convinto che lo potessi fare in modo decente. Poi la svogliatezza mi ha fatta desistere ma giuro, mi aveva quasi convinto.

Mi è rimasto impresso per il sorriso gioviale e l’enorme pazienza, oltre che per la competenza e la passione che dimostrava avere per la sua materia. Poi lo scoprii illustratore, e ritrovai in Heidi mon amour un panorama immaginifico che riconoscevo essere della generazione che vivevo anche io, con sottotesti culturali comuni, un insieme di sentimenti di fondo, per la vita e i ricordi, a cui sentivo di appartenere. Negli anni l’ho rincontrato tra gli stand dei festival del fumetto, con le produzioni che aumentavano, sempre con le matite colorate in mano e la sua cordialità. Lo seguo attraverso le vignette postate sul suo blog, con le quali commenta quello che gli accade con accento ironico e attento, coniugando la passione per i viaggi con l’attitudine al racconto, insieme a quello che secondo me ha di più speciale, lo sguardo.

Non si prende mai sul serio, Daniele, neanche durante quest’intervista fatta nella sede della sua casa editrice, la  Tunué, che ci ha ospitato per chiacchierare con lui. Io di certo non l’ho aiutato ad essere serio, chiedendogli di fare l’intervista per terra, come bambini, circondato dalla sue creature, i protagonisti de La notte dei giocattoli, tratto dallo spettacolo teatrale di Dacia Maraini.
Isabella, prestando attenzione alle calzature che indossa il nostro ospite, chiede se posso fare un’inquadratura che escluda i piedi. Ridiamo tutti, e l’episodio diventa materia di lavoro per la nostra illustratrice, Graffidimiele alias Chiara Abastanotti.

Mentre finisco di sistemare la reflex, Gud mi fa una battuta sul mio, di percorso professionale, dalla grafica ai video. Penso che in effetti anche lui, in qualche modo, mi ha vista crescere.

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2 Responses to OO videOOintervista Gud

  1. […] P.S.: Ho trovato molto divertente la rielaborazione in chiave papà di Saving Mr Banks: Saving Mr Gud, per l’appunto, dell’amico GUD. […]

  2. […] e all’estero, nello specifico: Werther Dell’edera, Antonio Fuso, Emilio Lecce, Gud che abbiamo intervistato qui su OO, Giorgio Pontrelli, Stefano Simeone. Si tratta di artisti distanti e differenti per […]

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